Enogastronomia,  RUBRICHE Ristoranti

Una pizzeria in zona Roma Tuscolana di qualità? Ecco quella Der Biondo

La pizza al taglio a Roma per molti è più un’abitudine quotidiana che accompagna la pausa pranzo, la merenda e la cena improvvisata che uno spuntino veloce. Tanti di noi la scelgono per placare la voglia di mangiare qualcosa di buono mentre passeggiano per negozi o attraversano un quartiere per necessità. Se al centro storico c’è l’imbarazzo della scelta tra proposte tradizionali, innovative e (purtroppo) turistiche, nelle aree più residenziali può essere più difficile per la gente del posto individuare le proposte migliori. Oggi do una a chi cerca una pizzeria a Roma Tuscolana capace di distinguersi.

Una nuova pizzeria a Cinecittà

Una delle aperture più interessanti degli ultimi mesi è quella di Pizzeria Der Biondo, arrivata in via Tuscolana 1472 dopo l’esperienza maturata da Alessio Zucchegni a Castelverde, nella periferia orientale della Capitale. La nuova sede porta quindi verso Cinecittà una pizza in teglia nata e cresciuta lontano dalle zone gastronomicamente più alla moda di Roma. Questo non è un dettaglio secondario, perché la storia di Der Biondo è legata proprio alla dimensione della pizzeria di quartiere, dove il cliente torna, impara a conoscere chi sta dietro al banco e guarda le teglie cambiare durante la giornata. Alessio ha voluto conservare questa impostazione: rapporto diretto con le persone, assaggi offerti a chi entra incuriosito e un banco che non rimane mai uguale troppo a lungo. La sua filosofia, apparentemente, semplice, è quella di fare una pizza accessibile senza rinunciare alla ricerca sulla materia prima e sull’impasto.

La storia di Alessio Zucchegni

Per capire cosa c’è dietro questa apertura a Roma Sud bisogna partire da un’altro quadrante, poco fuori dalla Capitale a Castelverde. È qui che Alessio Zucchegni ha costruito il proprio mestiere, in un contesto molto diverso dalle zone maggiormente frequentati dal turismo gastronomico. Il nome Der Biondo racconta invece una storia personale infatti deriva dal soprannome del padre di Alessio, figura importante nella sua vita e nella scelta di dedicarsi alla pizza. Il legame con la famiglia ritorna spesso nel suo lavoro, anche attraverso alcune ricette che sono entrate nel repertorio della pizzeria. Alla tradizione si è però affiancata la ricerca e tra i riferimenti di Zucchegni c’è Gabriele Bonci, uno dei protagonisti della trasformazione della pizza romana in teglia.

Cerebrum Aureum, una pizza dedicata al quinto quarto romano

Un indizio interessante per capire cosa aspettarsi entrando in questa pizzeria a Cinecittà: tradizione sì, ma senza considerarla qualcosa di immutabile. Grazie a questo approccio Alessio si è fatto notare col suo lavoro anche da 50 Top Pizza e nel 2026 è stato selezionato tra i partecipanti a “Pizza: Generazione Futuro”, contest dedicato ai giovani pizzaioli. Per l’occasione ha presentato la Cerebrum Aureum, una pizza dedicata al quinto quarto romano.

Impasti e materie prime scelte

La qualità di una pizza in teglia comincia inevitabilmente dall’impasto. Alessio lavora sulla maturazione e sulla combinazione delle farine per ottenere una base croccante e fragrante ma sufficientemente strutturata da sostenere anche condimenti importanti. Una precedente creazione presentata nell’ambito di un’iniziativa di 50 Top Pizza prevedeva, per esempio, una maturazione a freddo di 18-24 ore. Nel nuovo negozio questa attenzione si accompagna a una selezione precisa dei fornitori. Le farine provengono da Molino Fagioli e Mulino di Traglia, mentre per l’olio viene utilizzato Flaminio, impiegato sia nelle preparazioni sia a crudo. La ricerca continua poi con diversi produttori scelti per le farciture:

  • verdure e formaggi freschi provengono anche da aziende agricole locali;
  • La Piana di Alsium contribuisce alla proposta con prodotti legati alla stagionalità e all’agricoltura sostenibile;
    il pomodoro arriva dall’Azienda Agricola Marasca;
  • Ethical Food viene utilizzata per la selezione di altre materie prime;
  • il fiordilatte fresco della Latteria Gargiulo arriva quotidianamente.


Da Der Biondo si trova un’idea precisa di artigianalità secondo la quale la pizza rimane un cibo popolare ma non privo di identità.


Le pizze al taglio di Alessio: dalla Picchiapò alle polpette della nonna

Il banco è probabilmente il modo migliore per capire Alessio Zucchegni. Le proposte cambiano e accanto alle pizze più immediate compaiono ricette che pescano nella cucina romana e nella memoria familiare. Tra le più rappresentative c’è la Picchiapò, che porta sulla teglia una preparazione storicamente legata alla cucina di recupero romana. Il lesso viene ripassato lentamente con cipolla, olio, pomodoro pelato Marasca e un poco di peperoncino, fino a ottenere una consistenza morbida e un gusto concentrato. Il pecorino romano completa una pizza che utilizza il linguaggio della teglia per raccontare un piatto tradizionale. Ancora più familiare è quella con le polpette della nonna. Nell’impasto delle polpette entrano maiale, vitella e tacchino, pane raffermo ammorbidito nel latte, parmigiano, scorza di limone, aglio e basilico. Dopo la cottura nel sugo, le polpette diventano il condimento della pizza. C’è poi pollo e peperoni, altro abbinamento che a Roma ha bisogno di poche presentazioni. Il filo conduttore è evidente: non prendere la cucina romana per riprodurla semplicemente sopra una base, ma usarne ricette, ricordi e sapori come materiale creativo. Non tutto, però, guarda alla cucina di casa. Una parte divertente del lavoro di Alessio consiste proprio nel mescolare riferimenti apparentemente lontani. La Crispy, per esempio, parte dall’immaginario del fast food americano per trasformarlo secondo una logica decisamente romana: hamburger di manzo danese, guanciale di maialino nero al posto del bacon, cheddar, salsa fatta in casa e cipolla croccante.

Candy Valentino

errore: Protected content