Leonardo Lanza, titolare del nuovo ristorante a Roma Termini "Sfizio"
Enogastronomia

Sfizio: dove mangiare a Roma Termini la pizza New York style e molto altro

Una triste considerazione che romani e turisti in cerca di bar, pizzerie o ristoranti a Roma Termini si trovano spesso a fare è che qualità e varietà nei dintorni della stazione scarseggiano. Quanto farebbe comodo, però, in vista di una partenza o appena arrivati nella Città Eterna, potersi rifugiare in un posto accogliente? Un locale dove bere del buon caffè, mangiare un primo speciale oppure qualche trancio di ottima pizza? Ora è possibile e in questo articolo vi racconto dove. Proprio a due passi dall’ingresso ai binari, Leonardo Lanza ha da poco rilevato dalla sua famiglia un’attività presente in zona fin dal 1948, il Bar Pasticceria Etna, per modernizzarla e trasformarla in Sfizio. Ecco di cosa si tratta.

Locale accogliente e moderno e prodotti fatti in casa

In via Giovanni Giolitti 77, Sfizio porta una ventata di autenticità in un’area dove l’offerta tende spesso all’omologazione. Da cornetti e maritozzi della colazione a supplì e arancini realizzati con Riso Maestro per accompagnare la pizza a pranzo e a cena, fino ai dolci come tiramisù e cheesecake, tutto ciò che troverete sul bancone è fatto in casa perché “Il prodotto fatto in casa è identità”, come ha spiegato Leonardo.

L’impasto della pizza nasce da farine accuratamente selezionate, arricchite con semi integrali. La bufala proviene da Tenuta Pontoni, i formaggi dal Caseificio Pallotta, mentre la ‘nduja è opera di un produttore artigianale calabrese.

La carta delle bevande propone ottimi vini e birre di piccole aziende italiane come Gozzellino, Messori, Rallo, Saragano e Baladin. Inoltre, il caffè di Fabrizio Rinaldi utilizzato al bar è prodotto da uno dei migliori torrefattori del Paese. Del resto Lanza spiega che la qualità “in un quartiere dove tutto si assomiglia, è ciò che ci distingue (…) non è un vezzo, ma un atto di rispetto verso chi sceglie di entrare da noi”.

Dalla colazione all’aperitivo

Sfizio fa quello che purtroppo molti ristoranti a Roma Termini non fanno ovvero accompagna il viaggiatore e il quartiere per tutta la giornata, proponendo una selezione pensata per ogni momento:

  • colazioni artigianali con specialty coffee, flat white, matcha latte e golden milk;
  • panini, piadine e tramezzini da portare con sé quando non si ha tempo per fermarsi;
  • pizze divise in tranci alcosto di 3,50-7 euro (già due bastano per saziarsi);
  • dolci della casa e bevande artigianali come tè alla pesca o aranciata.

Per chi si domandava da tempo dove mangiare a Roma Termini spendendo poco, senza rinunciare a gusto e qualità, Sfizio potrebbe essere la risposta. Inoltre, l’ambiente, curato e contemporaneo, rappresenta oggi una delle poche realtà indipendenti e curate nella zona della stazione.

Un po’ di storia

La storia di Sfizio affonda le radici nella tradizione portata a Roma da Titì, che arrivò dalla Sicilia con il desiderio di condividere la pasticceria della sua terra attraverso un’accoglienza semplice e genuina. Nel 1998, il locale venne premiato dal Comune di Roma per i suoi cinquant’anni di attività, un riconoscimento al ruolo che ha avuto nel tessuto cittadino.
Oggi a portare avanti l’eredità di famiglia è Leonardo, classe 1991, romano, cresciuto tra la campagna, dove produce olio e alleva galline, e il bancone della pasticceria. Dopo essersi formato tra Gambero Rosso, ANPA e corsi professionali di cucina e pizzeria, ha collezionato esperienze internazionali tra Londra, Sydney, Melbourne, Philadelphia e Granada. Questo percorso gli ha permesso di sviluppare una visione ampia e contemporanea, che applica alla pizza trattandola come un vero piatto, un mezzo per raccontare sapori, memorie e influenze maturate nel tempo.

La pizza New York style, ma made in Italy

In una città che da sempre si divide tra la scrocchiarella romana e la morbida napoletana, Sfizio propone una terza opzione, più inconsueta, ovvero la New York style reinterpretata con ingredienti italiani. Una pizza di 45 centimetri di diametro servita a tranci abbondanti, caratterizzata da un impasto soffice ma resistente e un fondo leggermente caramellato in grado di sostenere topping ricchi e sempre bilanciati. “Questa pizza è un equilibrio tra eredità e identità personale” spiega Leonardo. La ricetta infatti è nata negli anni ’90, quando il nonno di Leonardo, Giuseppe, dopo aver lavorato in una pizzeria nel quartiere Little Italy di New York, ha portato a Roma quanto imparato proponendo la pizza “a trancio”. “Il mio obiettivo è proporre un’offerta concreta e autentica, capace di parlare al romano come al viaggiatore internazionale, ma sempre nel rispetto della tradizione italiana – continua il ristoratore -. In una zona turistica come Termini, non voglio offrire un cliché ma qualcosa di buono, che rappresenti l’Italia nel modo più sincero.

Qualche esempio delle tipologie di pizza da assaggiare

Ogni ricetta nasce da un’idea precisa:

  • la Marinara “Mediterranea”, ad esempio, arricchisce la classica salsa di pomodoro con alghe marine richiamando i profumi delle calette estive. Dopo un’attenta ricerca sulle piante spontanee della macchia mediterranea, Leonardo ha scelto lattuga di mare e fagiolino di mare per regalare alla salsa un carattere salmastro naturale;
  • la Roma-Seul, una fusione creativa che unisce porchetta romana e kimchi coreano, è un chiaro omaggio ai viaggi e alle esperienze all’estero;
  • la Sfungata celebra il mondo dei funghi, presenti in cinque varietà (pleurotus, champignon, chiodini, cardoncelli e porcini) tutte cotte con procedimenti differenti, accompagnate da una salsa al prezzemolo e aglio che ne esalta la consistenza e il profumo.

Pizza sospesa e impegno sociale

Sfizio non è solo un locale, è una presenza attiva nel quartiere. Ogni domenica, insieme all’associazione Mama Termini, prepara pasti caldi destinati ai senzatetto della stazione.
Non si tratta di beneficenza – spiega Leonardo – ma di comunità. Termini è un luogo di passaggio, ma per noi è casa. E chi entra nel nostro locale deve sentirlo”.
La pizza diventa così anche un gesto di solidarietà. Con il progetto della Pizza Sospesa, chiunque può lasciare una pizza già pagata per chi si trova in difficoltà, seguendo la tradizione del caffè sospeso napoletano.

Un’iniziativa semplice ma dal grande impatto umano, pensata per restituire al quartiere parte del calore che ogni giorno passa da queste mura. “Crediamo che la pizza sia da sempre un simbolo di convivialità e che il suo potere più grande sia quello di avvicinare le persone” – conclude Lanza – “Per questo la Pizza Sospesa non è solo un progetto solidale, ma un impegno concreto a costruire una rete di gentilezza e attenzione reciproca, un piccolo gesto che può fare la differenza.

Candy Valentino

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